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Tuesday, november 14, 2006

102. Marcellino

Questa settimana ospite di Guest Star un dj che ha fatto la storia nei primi anni '90 e non solo, è con noi Marcellino! Ciao e un particolare benvenuto su mariopsx.com ...
Ciao a grazie a tutti voi...

Iniziamo subito con la prima domanda. Come ti sei avvicinato al mondo delle discoteche?
Dirti subito come mi sono avvicinato alle discoteche non ci riesco ti racconto come ci sono arrivato. Nei primi anni ottanta, quasi alla metà, cominciai a frequentare una radio privata del mio paese. Si chiamava Radio Meta. Fin da bambino ho avuto una particolare attenzione per la musica, per il ritmo, ed in casa mia c'era un giradischi della "Telefunken", c'è anche adesso ed è di mio padre, ed è lì che cominciai ad ascoltare i primi 45 e 33 giri. Conobbi poi un amico di nome Pasquale in arte Paco dj il quale possedeva dei giradischi, ora chiamati piatti, che erano totalmente diversi ed innovativi e si chiamavano Technics SL 1200. Rimasi totalmente affascinato da questi nuovi giradischi perchè innovativi nella meccanica e stabili come nessun altro tipo. Riuscire a fermare un disco fargli lo scratch, manipolare e modificare, personalizzare quello che c'era inciso su un disco mi attirava tantissimo, fare musica con altra musica era un idea più che figa. Mi innamorai per poi sposarmi con questa passione. Quindi mi sono avvicinato alle discoteche perchè facendo programmi radiofonici amici e conoscenti mi chiedevano di fare il Dj per feste private in case e locali da ballo e pian piano poi sono approdato nei primi locali, nelle discoteche della zona per mixare e proporre la mia musica.

Quali sono stati i tuoi primi locali di un certo livello dove hai suonato?
Ricordo una indimenticabile stagione estiva in un locale di Palinuro chiamato "Niagara". Lì conobbi una persona molto speciale a cui piacquè il mio modo di lavorare. Mi chiese di fare un provino in un locale in provincia di Modena chiamato "Picchio Rosso". Così feci, nella mia vita non avevo mai visto dal vivo una discoteca così grande e così piena di luci, diciamo che era un pò come quel locale del film "La febbre del Sabato sera", "L'Odissea 2001", se ricordo bene forse si chiamava così. Fui fortunato il provino andò bene e lì cominciai a fare le Domeniche pomeriggio. Quella si, all'epoca era proprio una discoteca di un certo livello. Poi ho scoperto che in quello stesso locale aveva fatto il Dj anche Vasco Rossi.

Come e quando sei diventato resident del Cocoricò.
Diventai deejay resident del Cocoricò quando mi chiamò Ferruccio Belmonte all'epoca direttore artistico del locale e mi chiese di fare dei Venerdì in sala grande, "la piramide" poi passai a fare i Sabato nel privè che in seguito si chiamò Titilla. C'era ancora il vecchio proprietario, un signore con i "capelli bianchi"... che bei ricordi.

Ricordi le prime location ed in modo particolare i primi after tra cui il Club dei Nove Nove...
Il Club dei Nove Nove arrivò prima del Cocoricò. Già! Diedi una mia cassetta, un tape, ad Elisa e Bully organizzatori del after più bello d'Italia non il primo però. Poi una mattina c'era Ralf che suonava, io avevo i dischi con me e mi chiese di metter su un pò di dischi. Dopo una settimana mi chiamarono Elisa e Bully dicendomi che avevano ascoltato la mia cassetta e se volevo potevo fare l'apertura una Domenica mattina al Club dei Nove Nove. Feci quell'apertura e poi ci rimasi per cinque anni come Dj resident.

Ci vuoi raccontare qualche episodio che tutt'oggi ricordi ancora?
E' un episodio comico.Un episodio che ancora ricordo è che una mattina all'uscita del Club dei Nove Nove c'era un auto che intralciava l'uscita di altre auto. Noi per microfono avvertimmo il problema più di una volta anzi tantissime volte ma nessuno andava a spostare quest'auto. Ad un certo punto in consolle arrivò un tipo che non era il proprietario dell'auto da spostare ma di una che doveva muoversi mentre l'altra intralciava il passaggio. Strappò il microfono dalle mani dello speacker, credo che era Bully, e cominciò a dire per microfono:io quella cazzo di machina te la spacco, te la rompo, te la distruggo. A qu -

ei tempi al Club dei Nove Nove c'era Jimmi, quello di Bari, adesso noto attore, che faceva la sicurezza al locale. Prese in braccia questo tipo e lui sempre attaccato al microfono urlava contro il proprietario dell'auto da spostare. Comunque lo prese in braccio e tra un centinaio di persone lo portò verso l'uscita. Lo vidi questo tipo che volava via urlando che poi non ho mai più rivisto. Tutto questo successe con la musica a palla e la pista piena imballata di gente con il locale stracolmo. Poi ricordo tanti personaggi colorati e gente amica che mi ha voluto bene. Ricordo calura e sudore di molte persone che non ci sono più.

Ci sono state delle persone che in tutti questi anni hanno dato tanto alla tua carriera di dj?
Alla mia carriera di dj c'ha pensato la mia persona e la mia forza d'animo a farmi fare quel pò di strada,certo è che c'è sempre chi ti stimola,chi ti da quello "spin", quella carica. Non saprei come risponderti. Ci sono sempre dei riferimenti c'è sempre qualcuno che ti stimola, ti ispira. Negli anni ottanta a Palinuro vidi Lorenzo "Jovanotti" Cherubini fare il Dj e ne rimasi totalmente affascinato. Lui non aveva fatto ancora programmi televisivi o degli elleppì, faceva solo il Dj ed in lui identificai il senso di questo lavoro. Mi dissì: ecco questa è la storia che fa per te e da un tipo come Lorenzo Jova si poteva solo imparare. La sua musica che oggi compone e produce a me piace tutta. Il primo a parlarmi di house music fu Paco Dj e con lui ho diviso situazioni indimenticabili. Poi ci sono stati altri riferimenti tipo mi è sempre piaciuta la scelta ed il gusto musicale di Dj Ralf, la tecnica di Ricky Montanari, la musica innovativa di Flavio Vecchi e quella di Claudio Coccoluto, mi sono sempre piaciuti quei missaggi lunghi e incredibili di Tony Humphries. Particolare è il gusto musicale di Sandro Russo e di Sergione Part One. Mi è sempre piaciuto l'umorismo di Albertino. Le produzioni discografiche di Andreino e Sandro Russo dei MasCollective, quelle di Stefano Greppi, i Pasta Boys, Stafano Stylophonic Fontana e tanti tanti altri. E' uno stimolo continuo confrontarsi, affrontarsi e anche litigare con le persone, può dar coraggio a credere nei propri sogni ma soprattutto nelle proprie idee. Forse mi sbaglierò ma a mio avviso fa sempre bene mettersi in discussione. Scusa forse sono uscito fuori tema ma qualche nome di persone te l'ho fatto.

La tua soddisfazione più grande che hai avuto dal tuo lavoro.
Far ballare la gente, tanta gente, farla divertire farla sudare ecco qual'è la più grande soddisfazione. Farla ballare con musica strana e bizzarra. Lavorare al Cocoricò e all'after che faceva il Club dei Nove Nove mi ha dato molte soddisfazioni. Anche La Scala di Padova me ne ha date, lì c'era un sound unico. Ogni volta che torno a lavorare in Veneto provo soddisfazioni, l'ultima volta sono stato al Karma e quella è stata una bellissima serata. Mi ha dato una grossa soddisfazione suonare e credere in un genere musicale che poi si è esteso a tutti.

C'è un club dove hai sempre desiderato suonare e non ci sei ancora riuscito?
Mi sarebbe piaciuto lavorare all'Echoes, lì non ho avuto mai il piacere di metter su qualche disco eppure l'ho frequentato per tanti anni... non dimenticherò mai i Magic Monday... forse mi avranno snobbato? Forse non mi avranno reputato all'altezza, non sono mai stato un bravo pierre di me stesso...

Marcellino oggi, puoi farci un breve riassunto...
... e che riassunto vuoi che ti faccia? Son contento di avere un cane femmina ed il suo nome è Sandy. Non sono sposato e non ho figli. Son contento ed ogni volta che inserisco lo spinotto delle cuffie nel mixer continuo a divertirmi a far divertire a provar piacere e trasmetterlo. Ascolto musica di ogni genere e la musica mi aiuta per me è terapeutica è un linguaggio universale. La puntina in quel solco del vinile mi provoca un enorme piacere come anche il laser nel microsolco del Cd.

Come vedi oggi il clubbing italiano rispetto a 10 anni fà?
Elettronico e minimal pieno di giovani, di giovanissimi. Oggi il quartodicenne vuole subito andare in discoteca e lo fanno s -

bito entrare forse in altri paesi non succede. Bisogna essere maggiorenni. Lo vedo molto rituale in certi casi poco innovativo. Mi spiego è cambiato il target, ci sono tanti giovani forse troppi e pochi, pochissimi cercano la qualità nella musica. Comunque è la qualità che nel tempo emerge.

Secondo te oggi in Italia come mai c'e' mancanza di un r-cliclo di nuovi dj emergenti?
Ci sarebbero tante cose da dire in proposito. Forse quelli che ci sono talmente bravi che i proprietari dei locali, i direttori artistici i pierre non vogliono rischiare e quindi dare spazio a quelli emergenti. Oppure quelli vecchi si sono messi con i piedi di piombo facendo ed incollati alle consolle e non vogliono spostarsi. Forse rinnovarsi, dare spazio a quelli nuovi sarebbe cosa buona. Io comunque visitando il tuo sito mi accorgo che nuovi nomi ci sono accanto però a quelli di sempre.

Il tuo club ideale come dev'essere?
Il mio club ideale deve esser fatto di mattoni rossi, quelli piccoli con un grande impianto potente e di qualità. Con tanta arte, tanti quadri che continuamente vengano riciclati a cambiati. Con arte povera fatta di cose semplici. In poche parole un club con poca apparenza e molto contenuto.

In questo momento c'è gran confusione a livello musicale secondo te verso che sonorità si andrà incontro?
Dopo questa grande ondata click house ed electro sound beat ne verrà un altra simile a questa. Tornerà la musica Garage rivisitata in chiave diversa. Credo che ci siano troppi brani solo ed esclusivamente strumentali. Comunque elettro, garage e chi più ne ha più ne metta le sonorità saranno rivolte a musica bella. A bella musica. Credo il quel suono puro dell'house music di Chicago riletto nel 2007.

Come definisci oggi il tuo sound.
Globale ma non spudorato, non difficile ma profondo. Accattivante, ricercato. Azzeccato!

I tuoi progetti futuri, puoi anticiparci qualcosa?
Ho unito la mia esperienza ad un gruppo musicale e si suona insieme. Chi con la batteria, chi con il basso e chi con la chitarra e c'è chi canta. Io porto i giradischi e se mi va faccio anche il rap. Poi se c'è da suonare in discoteca prendo dischi cuffie e Cd e vado. Nel pentolone bolle qualcosa...

Ci sono dei dischi che porti sempre con te nella tua valigetta? Ne ricordi qualcuno in modo particolare...
Porto con me spesso un vecchio disco di Steve "Silk" Hurley che si intitola Jack your body è un classico dell'house music. Un disco su Shelter records che si intitola atmosphere E.P. vol.1.Uno su nervous records the swing kids. Uno su Trax records di Robert Owens che si intitola bring down the walls. Un altro su trax records di Adonis intitolato no way back un superclassico. Un altro su house jam records degli Lnr intitolato work it to the bone. Qualche classico della disco music tipo Bohannon con let's start II dance oppure un altro di Stephanie Mills intitolato you can get over; un disco dei Jungle brothers che si intitola i'll house you e sicuramente un disco di Gino Latino.Ne porto tanti altri, quì ne ho citato qualcuno di quelli anzianotti naturalmente c'è anche tanta musica nuova un disco di Carl Graig e Desiya che canta comin on strong più un disco di accapellas.

Cosa ne pensi di internet come mezzo di comunicazione legato al mondo del clubbing?
Internet è la grande rivoluzione della comunicazione lo sarà anche per i club. Chiunque ha voglia di informarsi su cose e storie che riguardano i club lo può fare anche tramite internet. E' qualcosa in più, il clubbing comunque va vissuto.

Anche tu sei un visitatore del nostro web site, il tuo giudizio?
E' un bel sito! Specifico nel dare informazioni ed aggiornato. Chi vuole orientarsi verso qualcosa di specifico sa dove rivolgersi. Ecco internet a cosa serve. Se fossi in voi organizzerei un party per festeggiare il sito. Io ci sono a mettere i dischi fatemi sapere.

Un ringraziamento particolare a Marcellino per questa chiacchierata e ti aspettiamo on line...
Grazie a tutti e statemi bene. A presto

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