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 Autore:

staff

 Scritto:

Martedì 5 dicembre 2006

105. Gaetano Parisio

Questa settimana su Guest Star un altro dj parteonopeo Gaetano Parisio, ciao e benvenuto su mariopsx.com
Ciao Mario e grazie per l’invito.

Iniziamo con una domanda classica per conoscerti meglio. Come è iniziata la tua avventura nel mondo delle disco?
Agli inizi degl’anni 90 qui a Napoli si incominciavano a creare le prime situazioni elettroniche, prima Acid poi successivamente house. Io ero uno di quelli che fu folgorato da questa nuova frontiera. Mi ricordo la netta sensazione di essere visto come una sorta di marziano, come qualcuno che appartenesse ad un altro pianeta, ci si vestiva in maniera molto più particolare e si aveva quasi il feeling di appartenere ad una specie di tribù itinerante, si andava spesso in festini fuori Napoli, spesso in posti come ville o campagne, o ancora in quei pochi locali che incominciavano a proporre quel nuovo sound. Tutti si conoscevano, erano quasi sempre le stesse persone che andavano a ballare. Da li a poco o incominciato ad avvicinarmi al mondo della consolle stavo sempre li affacciato a cercare di capire i segreti e i trucchi dei Dj stranieri che erano chiamati, erano visti come portatori di puro ossigeno. Questo è stato il mio approccio al mondo dei Club, immediatamente dopo ho incominciato a comprare i primi piatti e il mio primo Atari con campionatore per fare i primi esperimenti.

Quali sono stati i tuoi primi locali di un certo livello dove hai suonato?
Ho avuto la fortuna di poter lavorare immediatamente come Dj qui a Napoli suonando da subito nelle migliori feste, incominciando a fare una buona esperienza, la mia prima serata all’estero l’ho fatta in Slovenia. Valentino Kanziani all’epoca si occupava di fare i booking per un locale in Slovenia. Umek era il resident, ne è passato di tempo! Da li a poco ho suonato al Rex di Parigi, Tresor a Berlino, al The End a Londra, tutto quasi subito…

Tu ed altri tuoi colleghi a Napoli avete sempre proposto un sound molto ricercato da sempre cosa si prova alcune volte ad essere più apprezzati all' estero che in Italia.
Il fatto che 10 anni fa L’Italia era completamente esclusa da alcuni circuiti musicali come quelli Techno era dovuto in parte ai promoter dei grandi Club del Nord, dove circolavano i veri soldi, promuovevano sempre un certo tipo di musica e sempre gli stessi dj, massacrando la gente di pubblicità radiofoniche e facendo credere che quella era la vera musica alternativa mentre nel resto del mondo si ascoltava tutt’altro... i dj che pur di suonare non azzardavano nella ricerca musicale, in questo modo tutti erano contenti ma si precludeva spazio a chi in realtà voleva proporre qualcosa di differente…a questo proposito credo che chi ha deciso di fare il dj di un certo genere debba mostrare la strada e non mettersi in fila come una pecora, altrimenti esistono tanti generi musicali dove la sperimentazione non è prevista. Da li la necessità di incominciare un proprio discorso musicale creando un etichetta, unico vero biglietto da visita da usare all’estero… Io non so se Napoli abbia un sound ricercato o meno, ma sicuramente lo ha molto definito ed è questo che fa la differenza, nel tempo siamo riusciti a creare un qualcosa di riconoscibile e ancor più di riconosciuto specialmente all’estero.

Se non sbaglio suoni spesso a Chicago? puoi descriverci come sono i locali e le situazioni e come vedi il clubbing italiano in relazione a quello internazionale.
Ho suonato diverse volte a Chicago cosi come in altre cita Americane. Non abbiamo nulla da invidiare almeno in questo agli americani. Non è sicuramente la scena migliore a livello internazionale, ci sono dei locali storici ed alcuni molto buoni, ma generalmente non è il massimo. L’Italia in questo momento è forse in uno dei momenti migliori in assoluto. Anche qui finalmente si incomincia a proporre nomi che fino ad un pò di tempo fa era impensabile poter ascoltare. La cosa però non è sempre positiva, mi spiego. Mi capita sempre più spesso di ritrovarmi in locali dove ho la netta sensazione che la gente non abbia nulla a che fare con la musica, si sta incredibilmente commercializzando la Techno, in pò quello che era avvenuto qualche anno fa con l’house. La parte positiva è che i club sono quasi sempre pieni, il numero di donne è aumentato in manier -

a esponenziale e quindi anche l’atmosfera all’interno dei club è migliorata sensibilmente, non si vedono quasi più i promoter distrutti psicologicamente a fine serata piangere sulle casse… la parte negativa è l’che noto un distanziamento sempre più grande con la musica se si riprendesse con una telecamera uno dei locali più in voga in questo momento per la musica Techno e si escludesse l’audio sfiderei chiunque a capire cosa si sta ascoltando commerciale o Techno?

Con quali situazione stai lavorando attualmente non solo in Italia e se puoi anticiparci qualche prossima data di rilevo dove lavorerai.
Non ho mai lavorato per nessuna situazione ne in Italia ne all’estero. Vado dove hanno il piacere di ascoltarmi senza fare preclusioni o stare alle politiche di agenzie… non sopporto essere merce di scambio. Anche se molto spesso questo non paga, ma poco importa.

Ci sono stati dei personaggi che hanno caratterizzato la tua carriera? se si quali?
Ci sono stati molti personaggi che hanno caratterizzato la mia carriera sarebbe stupido non ammetterlo, non capisco chi dice che la propria carriera non è stata caratterizzata o influenzata da nessuno pura ipocrisia! Credo che primo fra tutti ci sia Jeff Mills. Ricordo benissimo che mi trovavo ad un Rave in Francia nel ‘94 e rimasi letteralmente folgorato da questo “ometto” nero che sputava groove su groove… credo che lui veramente abbia aperto la strada a molti dei produttori più importanti, ha creato capolavori assoluti che ancora oggi a distanza di tanto tempo sono attualissimi e forse ancora insuperati, anche il suo carisma dietro l piatti è davvero unica… L’arte è fatta da sempre così. C’è sempre uno che abbatte un muro per poter permettere ad altri il passaggio ad un step successivo. Ecco, lui è semplicemente uno di quelli.

Puoi farci un riassunto della tua evoluzione musicale degli ultimi anni fino a descrivici i tuoi suoni attuali.
Descrivere la musica credo che sia da sempre una delle cose più difficili da fare è lo strumento che è sbagliato. La parola. La parola è un qualcosa di oggettivo, la si scrive la si legge e sta li, immutabile e uguale per tutti. La musica è esattamente l’opposto, è fonte di sensazioni ed emozioni sempre diverse sempre soggette ad uno stato d’animo ciò che oggi mi può sembrare bello domani può non esserlo, quindi non solo può cambiare da persona a persona ma anche in noi stessi molto più che soggettivo. Premesso questo direi che la musica che faccio stia e sia cambiata con me in questi anni non sono più il ragazzino che comprava i primi dischi o che giocava con il suo Atari le mie tessere aeree sono diventate di colori sempre più importanti e anche qualche capello grigio lo si vede sono più riflessivo e sicuramente più amante di qualcosa di meno estremo i bpm sono scesi e le frequenze che caratterizzavano le mie produzioni si sono trasformati in suoni più dolci ma il groove è lo stile è rimasto quello è come un dna non è alterabile.

Parlando sempre di musica, cosa ne pensi della musica oggi e cosa ti aspetti nel prossimo futuro? Secondo te ci saranno dei cambiamenti?
Credo che questo megatrend che oggi ci ha invaso di questa pseudo minimale stile “Hawtiana” stia per saturarsi troppe produzioni uguali e con gli stessi suoni, fatta con gli stessi programmi,con gli stessi arrangiamenti a volte mi sembra di ascoltare diversi remix di una stessa traccia! Il 90% delle cose che ascolto mi piacciono pure ma poi mi dico. Nulla di nuovo oppure già ascoltato. La musica è sempre in continuo cambiamento cosi come noi. Difficile prevedere quale direzione prenderà, spero solo che questo appiattimento possa terminare presto. L’house e la Techno si sono avvisiate moltissimo sia in velocità che in sonorità… troppo presuntuoso poter pensare di sapere il futuro musicale. Oggi credo che nell’elettronica sia subentrato un nuovo elemento sempre più caratterizzante. L’uso dei software si riconosce sempre più ad orecchio quale e in che modo hai utilizzato un software e come detto molti usano sempre lo stesso pagando in creatività.

Ci sono dei vinili che porti da sempre nella tua valigetta a cui sei particolarmente legato? se si quali?
Ci sono da sempre vinili che porto con me credo che ormai siano diventati una sorta di portafortuna -

perchè la maggior parte delle volte non li suono uno di questi è Trax on da Rocks di Thomas Bangalter credo che abbia più di 10 anni ma passabilissimo anche adesso anzi quando lo passo la reazione della gente è incredibile masterpiece!

I produttori e le case discografiche che stimi di più e perché?
Come già detto uno su tutti è Jeff Mills, da noi anche detto Geppetto, The Advent, Adam Beyer, Marco Carola tra i più anzianotti ma c’è ne sono tanti altri nuovi di cui sono molto impressionato, ma la lista si allungherebbe troppo.

C'è un posto dove hai suonato che ti è rimasto particolarmente impresso? se si quale?
Di posti incredibili ne ho visti. Ma credo che la volta dove ho pensato...”che c xxx o ci faccio qui su?” è stato quando ho suonato al main stage del Dance Valley in Olanda nel 2001, quando ancora lo dovevano limitare per numero di persone per ragioni di sicurezza. Quella volta ne avevo davanti 60000. Un mare senza fine di persone mi rimarrà impresso.

Hai degli hobby particolari al di fuori della musica?
Sono una persona abbastanza sportiva mi piacciono e pratico un gran numero di sport. Ultimamente ho avuto la fortuna di poter sperimentare il Diving in un posto incredibile, dove il mare è ancora vivo al 100%, incontrando numeri infiniti di specie di pesci, ancora non timorosi dell’uomo e quindi facilmente avvicinabili, credo che sarà la mia prossima passione, magari abbinandola alla fotografia. Stare sott’acqua lontano da tutto e da tutti senza nessun rumore se non il tuo respiro filtrato da un erogatore è un esperienza unica, mentre la foto se portata a dei buoni livelli ha anche un lato artistico. Trovo che sia un abbinamento fantastico! In più è anche una delle cose che ti sensibilizza di più sullo stato del nostro pianeta va tutto in malora e se non ci si da una mossa finiamo veramente male!

Hai un buon feeling con i clubbers... quanto pensi sia importante questo rapporto?
Sono sempre stato dell’opinione che la gente meriti un gran rispetto senza di loro io potrei anche fare un altro lavoro magari raccoglievo pomodori… Sono abbastanza introverso, o per lo meno do questa sensazione quando suono. Il fatto è che sono sempre concentrato su quello che faccio e a volte la gente la prende come un non interagire con loro. Di certo non sono uno che in consolle si sbatte, ma cerco di comunicare in altro modo. Con i dischi spero che le mie sensazioni possano arrivare a loro attraverso un passaggio anziché ballando o alzando le mani al cielo come fanno, giustamente, alcuni mie colleghi. Credo di essere stato sempre molto disponibile con chiunque abbia cercato un contatto con me.Il minimo che si possa fare.

La tua opinione su internet in relazione alla tua professione. i tuoi commenti...
Internet è un bene per tutti non solo per il mio mestiere è un mezzo incredibilmente potente se usato nella giusta maniera. Lo certo non sono un buon esempio. Il mio sito è stato out line per moltissimo tempo. Avere la possibilità di poter avere un proprio spazio, potersi mostrare, poter dire la tua è una delle forme più alte di democrazie e civiltà. Internet assieme all’avanzare della tecnologia a completamente rivoluzionato il nostro mondo. Parlo di quello musicale le cose evolvono ed un processo inarrestabile. Inutile stare li per esempio a fare i moralisti dicendo che l’uso degli mp3 o di strumenti come il Final scratch sia non decoroso o sbagliato esistono e niente o nessuno potrà farci tornare indietro, ci si deve solo adeguare e guardare avanti cercando magari di sfruttare al massimo ciò che si ha a disposizione.

Cosa ne pensi del nostro sito?
Credo che il fatto di aver creato una cosa del genere, in tempi non sospetti, quando la Techno non era un fenomeno pseudo commerciale come lo è ora ti debba far onore. Ad oggi effettivamente manca uno spazio dedicato in maniera semplice e diretto al mondo della notte e dell’elettronica in generale qui in Italia. La perseveranza negli anni è l forse la cosa più difficile solo con la passione si riesce a portare avanti una cosa del genere, quindi il mio giudizio non può che essere che positivo.

Un ringraziamento particolare a Gaetano per questa chiacchierata.
Grazie a voi. Ciao

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