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Tuesday, january 23, 2007

112. Piero Fidelfatti

Eccoci on line con un altra puntata di Guest Star. Questa settimana è con noi Piero Fidelfatti. Grazie per l’invito e benvenuto su mariopsx.com.
Ringrazio voi per l’ospitalità.

Bene, iniziamo subito con la prima domanda. Come ti sei avvicinato al mondo delle discoteche?
Sedetevi comodi, che vi racconto una storia, anzi la storia della dj culture in Italia. Naturalmente sto scherzando, ma non voglio dilungarmi su un argomento che meriterebbe, anzi merita una pubblicazione editoriale sulla storia del dj e della club culture Italiana, ci sta lavorando l’autore del libro “Love save The Day”, Tim Lawrence raccogliendo materiale per una pubblicazione dedicata alla scena Italiana. Personalmente, ho contribuito alla nascita ed evoluzione del clubbing Italiano dai primi anni ’70... la mia passione per la musica mi portò ad essere un assiduo frequentatore dei cosiddetti “locali da ballo” abitando in una località turistica i dancing in quel periodo vedevano i gruppi musicali come l’attrazione della serata e i disc jockey come complemento per i vari “riposini”. Nel 1972 vidi installare la prima vera consolle dj, una cabina regia da favola, non i soliti due piatti Thorens e il mixer Hi-Fi, alla vista della consolle esclamai “voglio fare il dj!!!” Iniziai a guadagnare 10.000 lire nel 1973: nel The danzante (il pomeriggio disco) un primo sogno realizzato.

Quali sono stati i tuoi primi locali di un certo livello dove hai suonato?
Difficile da racchiudere in poche righe o in una lista di nomi che forse ai più non dicono nulla, certamente agli inizi negli anni ‘70 l’orgoglio di suonare al Cichito non il migliore locale di Sottomarina, ma come mi raccontava tempo fa il gestore: Il mio non era un bel locale, ma la musica il dj sempre pieno tutte le sere oltre 2000 persone. Ritornai nello stesso locale rinnovato, il disco Ocean nel 1988 uno tra i primi locali a suonare House in Italia. Tante serate emozionanti, in molti locali sia come dj o artista i ricordi? a testimonianza le parole dei gestori: a Sottomarina Gillygaloo sabato ci fanno chiudere il locale, troppa gente Bologna, Matis "non spingere troppo stai demolendo il locale, la gente sta impazzendo" a Rovigo, Little Park "devi cambiare musica suoni troppo bene, non sappiamo più dove mettere la gente!!!" Kaja Firenze, puoi suonare quello che vuoi la gente ti segue, a differenza di altri tuoi colleghi che non sanno tenere la pista... Ravenna, Teatriz "sei l’unico dj che può salvare la serata"...

L'incontro con Paolo Frosali e l'inizio della tua residenza al Teatriz...
Paolo Frosali lo conobbi nei primi anni ’90 alla discoteca Amnesia. Dopo un paio d’anni lo rincontrai alla Fiera di Rimini il SIB, dove mi preannuncia l’apertura di un grossa discoteca, ci credeva molto, anche se la zona era nuova per quel tipo di locale che intendeva aprire… Poi mi contatto è inizio il poker dal 1994 al 1997 un successo incredibile.

Sempre parlando del Teatriz a Lugo di Ravenna, vuoi descriverci alla tantissime persone che non hanno potuto vivere quelle serate come era questa disco e ciò che avveniva il sabato sera?
Frosali riuscì a creare un consolle a rotazione con i nomi più importanti della scena Italiana dei dj’s. Il pubblico 4.500 persone il sabato, ogni serata si poteva accomunare al un live set da stadio. Sia per la tipica forma di arena del locale e la consolle in una postazione strategica, alta centrale, un ring.

Ogni sabato sera al Teatiz la consolle era formata da una triade (Moka, Agrey, Fidelfatti) come vi siete trovati a lavorare insieme? -


Molto bene ognuno aveva un suo spazio e la progressione della musica era un Mood da brivido.

Ci vuoi raccontare qualche episodio strano che ti è successo durante il tuo lavoro che tutt'oggi ricordi ancora?
Riportandomi a quello descritto prima, più che un episodio strano un particolare legato proprio al Teatriz: inizialmente io suonavo nel Privee Maison Moliere, House. Un sabato sera mentre suonavo Bruno Cristofori (uno dei gestori che più stimo e apprezzo) mi si avvicina e mi disse in modo perentorio: sei l’unico dj che può salvare la serata, mancava il dj Guest nella sala Techno e nessuno dei dj resident si azzardava ad entrare nell’arena Techno, in centro serata? il dj resident aveva bisogno del cambio, Cristofori mi implorò di salire in consolle e salvare la serata, gli dissi: suonando cosa? Non ho dischi Techno. Presi le mie valigie di dischi e mi azzardai in un dj set usando l’esperienza e il mestiere. Suonavo le B-side dei dischi House e Tribal, accelerati al massimo, il dj resident mi presto un paio di Hit Techno che inserii nella scaletta. All’inizio vidi un pubblico freddo, ballava, ma mancava ancora la “magia” allora iniziai a “suonare” da dj Techno incitando il pubblico con le mani alzate e dopo ogni mix saltando e caricando il pubblico un successo (non lo nego, mi ispirai ad un mio grande amico Ricci)!!! Dopo un paio di mesi su pressione di gran parte dei ragazzi che frequentavano il locale e da parte di Frosali mi ritrovai come dj resident nella sala Techno un situazione musicale che cominciai ad apprezzare e che mi portò poi a realizzare la Teatriz compilation e alcuni dischi che ottennero un discreto successo in tutta Europa ma soprattutto quando li suonavo al Teatriz la gente seguiva in coro la melodia del disco…da brivido.

Quali sono stati i personaggi che hanno influenzato in modo positivo la tua carriera artistica.
Una domanda a cui mi è difficile rispondere, più che da personaggi sono state le situazioni i dischi che mi hanno influenzato e aiutato a creare una carriera anticipando mode e filoni musicali.

Il dj che stimi di più e il dj che ti ha affiancato come amico.
Direi sinceramente che stimo tutti, ma l’amicizia è un'altra cosa.

Ti senti pentito di qualche scelta che hai fatto durante la tua carriera che se potessi tornare indietro non rifaresti?
A volte si fanno delle scelte, si prendono delle decisioni, magari sbagliate ma le considero esperienze. Direi che non sono pentito di quello che ho fatto, ma piuttosto di quello che non ho potuto fare in base ad una scelta.

C'è un posto o un momento particolare dove hai suonato che ricordi tutt'oggi?
Tanti, ma forse uno in particolare: nel 1987 un Venerdì sera all’insegna dell’House Music, la serata Baila Chico della discoteca Gillygaloo, tre e mezza della notte spengo l’ultimo disco, il club strapieno si accendono le luci un ragazzo batte le mani, due ragazze battono le mani, in un attimo una Standing Ovation tutto il locale che mi applaudiva, era la mia prima Standing Ovation. Ne seguirono tante altre nel corso degli anni, il solito fine serata di quelli che ti chiedono l’ultimo disco! Più chimico meno naturale.

La tua soddisfazione più grande che hai avuto dal tuo lavoro.
Credo proprio la possibilità di avere portato la passione ad essere un lavoro.

Raffrontando il clubbing oggi che differenze trovi rispetto al passato?
E tutto cambiato, ma non in meglio, dalla musica alla direzione dei locali, il cambio di generazione tra i v -

vecchi gestori e i gruppi di lavoro di oggi hanno creato delle Lobby. Alcuni tra questi lavorano professionalmente, e hanno successo, altri locali cambiano staff ad ogni stagione ma non costruiscono niente. Ad oggi il punto di riferimento della club culture non è più prerogativa delle discoteche, ma su locali e situazioni alternative.

Secondo te oggi in Italia come mai c'è mancanza di un riciclo di nuovi dj emergenti?
Ragazzi e ragazze che hanno la passione per il djing c’è ne sono. Il fatto che essere dj oggi comporta più sacrifici che non riscontri immediati e questo li porta a vivere la spinta e passione iniziale per un breve periodo e poi... Internet sta creando una generazione digitale che deve rendere reali i contatti, mancano gli appuntamenti sia nei dj point o nelle fiere ed appuntamenti specializzati.

Piero Fidelfatti oggi, cosa stai facendo?
Come dj, serate centellinate, posti e situazioni musicali da club. Lavoro in radio tutti i giorni, come speaker, scrivo per Trend la guida Tutti Dj, collaboro con importanti aziende dj oriented in consulenze tecniche e collaborazioni su eventi come il Dj Clinic Dj forum, poi curo personalmente il sito e associazione djing che in questi anni si è imposto come un punto di riferimento della professione dj. Per quanto riguarda la produzione di dischi mi sono preso un periodo sabbatico, però sto ripubblicando le mie vecchie produzioni in importanti compilation sia italiane che Uk. Altri progetti sulla multimedialità e storia del djing in Italia, ma avremo occasione di riparlarne.

Ci sono dei dischi che porti sempre con te nella tua valigietta? ne ricordi qualcuno in modo particolare ...
Ho una flight case solo di House, i classici, immancabili nei miei dj set, non solo quelli storici ma i meno famosi quelli che fanno la differenza, etichette come Hi-bias, Nu Groove, Emotive, Atmosphear, devo dire un titolo? Su tutti “Your Love” di Frankie Knukless, o forse Whistle Song, quante albe con questi dischi come colonna sonora.

Cosa ne pensi di internet come mezzo di comunicazione legato al mondo dell clubbing oggi?
Credo sia un evoluzione che ha cambiato il modo di comunicare di un intera generazione. Mi sembra di rivivere il periodo di quando è uscita la prima House Music, molti colleghi non l’hanno capita. Hanno perso un “Tram”. Oggi molti non usano Internet o si affidano ad amici per crearsi la pagina su my space, non hanno capito che su Internet conta chi sta sul “pezzo” è aggiorna i contenuti del proprio sito in tempo reale. Internet è da usare con parsimonia, ma indubbiamente è una vetrina molto importante.

Il tuo commento sul nostro web site?
Bello, funzionale e soprattutto copre uno spazio importante nel clubbing e dj culture Italiano. Unico nel panorama web in Italiano.

Un ringraziamento particolare a Piero Fidelfatti per questa chiacchierata insieme a noi...
Grazie a te Mario, per la possibilità di raccontarmi. Riprendo alla fine, questa parte di considerazione, tratta dalle note del Dvd The Maestro: la cultura non può rimanere solo nei pensieri di chi l’ha vissuta, ma deve essere trasmessa alle nuove generazioni e non solo per ricordare chi siamo stati. Questo mese in edicola sulla prestigiosa rivista Suono Febbraio 2007 c’è un mio editoriale di tre pagine sulla professione dj con aneddoti e storia vissuta dell’evoluzione del djing in Italia. Ma quello che ho scritto e risposto alle tue domande non compare quindi spero che avremo modo di parlare ancora di dj culture.

Grazie Piero Fidelfatti.

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