Questa settimana un altro grande dj ospite su Guest Star. Direttamente dal Jetlag / Magazzini Generali (Mi) Lele Sacchi. Ciao Lele e benvenuto su mariopsx.com. Ciao a tutti.
Inanzittutto grazie di essere qui ed iniziamo subito con la prima domanda, come ti sei avvicinato al mondo del clubbing? Colleziono dischi da quando avevo tredici anni, inizialmente non da club ma di punk, indie e musica alternativa in generale (primo disco comprato: Misfits). La testa nella musica l'ho sempre avuta e già a 15 anni facevo una piccola trasmissione radio. Poi nell'89/90 c'è stata tuta quell'onda di musica inglese che fondeva dance e indie (Happy Mondays prodotti da Paul Oakenfold, Primal Scream da Andy Weatherall ecc...) e ho inziato a interessarmi al lato più club e dal momento in cui sono stato al Drum Club a Londra con Andy Weatherall in consolle ('92) ho deciso che volevo fare il dj nei club.
Puoi farci un resoconto del tuo cammino fino ad arrivare ad oggi... Il club dove ho cominciato seriamente è stato il Tunnel a Milano nel '95 come resident. Fai conto che non sapevo ancora mixare ma mettevo dischi che non osava mettere nessuno e questo grazie allo spirito di quel locale dove c'erano sempre band alternative dal vivo e poi dj set. L'anno successivo ho iniziato a produrre le serate lì (principalmente Breakbeat, Drum'n'Bass e cose del genere) e da lì poi ho cominciato a mettere principalmente Deep House e Tech House. Nel '98 ho fatto una serie di party al Gasoline molto importanti e a lavorare nella discografia ed è partito tutto alla grande. Compilation, le prime date all'estero, i Magazzini a cominciare nel 2000 ecc...
Come nasce la serata Jetlag presso i Magazzini Generali dove tutt'oggi sei resident. Jetlag come serata del venerdì esisteva già dall'apertura dei Magazzini ma nel 2000 mi hanno chiamato ad essere resident e a dare un'impostazione musicale da club internazionale. Avevano visto che mi ero creato un seguito su Milano e che avevo una rete di contatti molto forti all'estero grazie al lavoro in distribuzione discografica. Quindi abbiamo cominciato a fare il Jetlag come lo si è poi conosciuto dappertutto, con i migliori guest e con una linea sempre obliqua e diversa dagli altri.
I club italiani più significativi dove hai lavorato fin ora sia in Italia che all'estero. I più famosi in Italia sono quelli più conosciuti: Goa, Tenax, Angels Of Love, Xplosiva, Link, Muretto ecc... In questi anni in Italia ho avuto la fortuna di lavorare veramente con tutti i migliori dai più grossi ai più alternativi, dai grossi festival alle situazioni underground. All'estero ho girato locali molto diversi fra loro un po' in tutto il mondo dai londinesi The Key, The Egg, The Cross, AKA, Ministry Of Sound, al Rex e al Batofar di Parigi, Space, Privilege e Underground a Ibiza, City Hall e Terrazza a Barcellona, Goa e Deep a Madrid, Watergate a Berlino, Vienna, Amburgo, Sullivan Room e Le Souk a New York, lo Smartbar a Chicago... tanti e diversi da grosse cose a posti rancidi. Se il contatto è buono e c'è entusiasmo da parte del promoter e
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dalla mia, prendo e vado senza pensarci troppo.
Quali sono stati i personaggi che hanno influenzato in modo positivo la tua crescita musicale. Una marea! I Clash per tutto quello che hanno fatto musicalmente. Tutti i grandi del Soul per la grandissima musica che ci hanno regalato. Poi i produttori: Arthur Baker, Martin Hannet fino a agli Orb e alla prima Warp. Come dj's anche lì tantissimi: Weatherall per quella serata indimenticabile, Claudio Coccoluto e Bruno Bolla per un sacco di consigli agli inizi, Gilles Peterson per la scoperta di tutto il mondo della black più 'avanzata', Laurent Garnier perchè è il numero uno... tanti.
In questo momento c'è gran confusione a livello musicale secondo te verso che sonorità si andrà incontro? Nel mondo dei club come lo conosciamo noi c'è un effettivo ritorno alla house più deep e underground. Un pò quella di dieci/dodici anni fa. Bei beats grassi, percussioni, bassi compressi e synth. A livello più generale sicuramente ci sarà un ritorno ai set eclettici, vari e colorati perchè sono tutti un pò stufi della musica scura e noiosa (soprattutto la parte più adulta dei clubber).
Come definisci oggi il tuo sound. Un misto di Tech e Deep accompagnati da un andamento funk. Boh, non mi viene in mente niente di meglio per definirlo.
Il dj che stimi di più e il dj che ti ha affiancato come amico. Ne stimo moltissimi. A livello di amicizie sicuramente vari milanesi che sono miei amici prima che colleghi, Chico Rush e Sandiego (che tra l'altro fa le produzioni Boogie Drama con me), Stefano Fontana, Bruno Bolla, Painè.... poi i napoletani della banda Angels, Giancarlino e Claudio a Roma, Boosta, Alex Neri... tanti. Fuori dall'Italia tanti altri, il più amico forse è Tim Baker di Chicago... Sasse, la banda inglese della 2020 Vision, Ralph Lawson e co. e del Ddd a Londra... i Tiefschwarz sono molto simpatici, Steve Bug... ce n'è tanti
Come vedi la scena a livello di club tra i club italiani e quelli della scena internazionale? In Italia siamo bravi a riempire i club e ce ne sono parecchi che fanno un buono business nella realtà locale, all'estero sono più bravi a programmare e a creare la scena mondiale, a vendere il brand e a creare tendenze partendo anche da poco. A differenza di quì partono tutti con la voglia di fare qualcosa in cui credono veramente e sbattendosene dei soldi, se poi però le cose vanno bene allora si organizzano a livello mondiale. In Italia la maggior parte dei promoter lavora in maniera inversa, sbagliano e al primo sbandamento buttano tutto a mare. A livello di pubblico le differenze sono fra singoli locali, è difficile generalizzare.
Quali saranno le prossime date in giro per i clubs italiani? Bologna, Palermo, Cromie, Goa, Angels, Club Index, Sardegna...
C'è un club dove vorresti suonare? Dove non ho mai suonato probabilmente il Fabric a Londra e il Panoramabar a Berlino.
Il party più bello che hai fatto sia da dj che non, che ricordi in modo particolare?
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r>Da spettatore la prima volta che sono andato al Sonar nel '99. Era molto diverso da adesso, c'era molta ma molta meno gente e si aveva la sensazione vera di far parte di qualcosa importante perchè una buona parte di chi era nel pubblico lavorava per la 'scena'. In consolle è difficile da dire, ho tantissimi bei ricordi: ma la prima serata prodotta e promossa totalmente da solo (insieme a Painè) nel '96 al Tunnel è un ricordo sempre vivo perchè alle undici era vuoto e ci veniva da piangere e invece abbiamo chiuso sforando l'orario con il locale murato.
Settore discografico: stai lavorando a qualche nuovo progetto? Sono appena usciti due nuovi remix come Boogie Drama, uno per Phonogenic su Mood Music e uno per Infant, la sottoetichetta della 2020Vision. Poi fra un mese ne esce un altro per Brique Rouge. Adesso iniziamo a lavorare su un remix per Liebe Detail e abbiamo finito un originale che non so ancora dove uscirà. Su Soundplant ad Aprile esce invece un ep di Burnski, un ragazzo inglese giovane che lavora anche per Morris Audio, Trapez e 2020.
I produttori e le case discografiche che stimi di più in questo momento e perchè... Daniel Stefanik e Tanzmann stanno facendo della deep buonissima. I madrileni Alex Under e Tadeo invece sul versante più techno sono molto freschi. Il buon 'vecchio' Carl Craig poi è tornato a fare dance da paura dopo anni di sperimentazioni particolari. Come label vedo poca continuità ultimamente, difficilmente escono tre dischi di fila tutti dello stesso livello. Comunque direi Moon Harbour e Mobilee dalla Germania e Simple con la sottoetichetta Aus dall'UK. Quando suoni durante le serate oggi preferisci suonare con i vinili o con i cd? Assolutamente vinile, anche se ovviamente qualche traccia su CD la suono.
Cosa ne pensi delle nuove tecnologie come ad esempio suonare live con utilizzo di un notebook con programmi tipo (Ableton Live, Final Scrach, Traktor...) Vedo che Serato funziona molto bene. Però a pensare che ti devi ricaricare tutte quelle ora di musica su computer mi viene il mal di mare.
Il tuo feeling con internet e un commento sul nostro sito. Internet ha cambiato radicalmente il modo di lavorare. Un pò lo ha spersonalizzato, però si fa tutto mille volte più velocemente rispetto a quando c'era solo telefono e fax. Per quanto riguarda la diffusione di 'cultura' musicale preferivo prima perchè la ricerca era più difficile e ti spingeva ad andare più a fondo e ad appassionarti profondamente. Adesso che tutto è lì a portata di mouse vedo che i ragazzi più giovani restano sulla superficie delle scene, nonostante abbiano molte più chance di informarsi e scoprire la storia che sta dietro all'evoluzione della musica. Il vostro sito è sicuramente uno dei migliori per le informazioni sulla club culture del nostro paese e sta facendo molto per la diffusione ed è forse questo il lato migliore del web, la possibilità di spargere conoscenza.
Un ringraziamento a Lele per questa chiacchierata insieme a noi e ti aspettiamo online... Grazie a voi. Ciao
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