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 Autore:

staff

 Scritto:

Martedì 19 settembre 2006

094. Dj Rocca

Si susseguono senza sosta le puntante di Guest Star e questa settimana un grande personaggio della club culture italiana non che l'anima del Maffia di Reggio Emilia, benvenuto su mariopsx.com a Dj Rocca non che la metà di Ajello.
Ciao a grazie a voi per l’invito.

Iniziamo questa intervista cercando ripercorre le tappe fondamentali della tua carriera di dj, iniziando dalle origini ed i primi passi dietro la consolle. Quali sono stati i tuoi primi locali di un certo livello dove hai suonato?
Le mie prime esperienze come Dj sono avvenute più che altro in loco, a Reggio Emilia, dove a noi Dj reggiani, parlo di illustri amici, come Benny Benassi o Stefano Gambarelli, concedevano residenze stagionali in discoteche come Italghisa, Cenerentola ed Adrenaline.

Quando e come è iniziata la tua residenza al Maffia, locale dove tutt'oggi suoni?
Qui risaliamo al 1995, quando ormai, stanco di proporre, e di ascoltare la solita musica, mi sono avventurato, con alcuni e fondamentali amici, nella creazione del progetto Maffia Club, non una discoteca e non un centro sociale vero e proprio Club, come quelli che all’epoca ci lasciavano di stucco quando si viaggiava a Londra, Parigi, Vienna e Berlino semplici luoghi accoglienti dove ballare, ascoltare e genericamente assorbire una cultura differente.

Come detto nella presentazione sei la metà di Ajello, puoi parlarci di come è nato questo progetto?
Il progetto è nato all'interno del Maffia e dopo una serie di precedenti collaborazioni con Taver (io come Maffia Sound System e lui come Afa). Pur provenendo da due ambiti diversi, io dalla disco, dal funk, dagli afro-raduni e Taver dal punk, dalla new-wave e dai locali alternativi, abbiamo trovato punti di convergenza nel linguaggio elettronico. Dai Kraftwerk all'electro, dalla space-disco ai corrieri cosmici tedeschi. In più abbiamo un vissuto estetico-adolescenziale comune legato ai controversi anni '80 con tutte le gemme e le scorie tossiche che la cultura e l'immaginario eighties ha prodotto. Il bello è che con Ajello possiamo permetterci di giocare ironicamente e depurare suoni e situazioni che un tempo consideravamo letali perchè impegnati entrambi nella sperimentazione o in sonorità più estreme. Insomma con Ajello ci possiamo togliere l'armatura irrobustita in anni di gavetta per divertirci e rotolarci senza tanti problemi nella melmosa disco italica o nelle surreali polluzioni spaziali europee. Una doverosa segnalazione al nostro album d’esordio, Spasm Odyssey, in uscita il 10 Novembre prossimo per la Mantra Vibes Records.

Come vedi oggi il clubbing italiano in relazione a quello internazionale.
Il clubbing italiano si è notevolmente evoluto, ma purtroppo, rispetto alla scena internazionale, ancora molto in forma derivativa e distorta, troppo ancora sensibile e succube alle mode musicali, di matrice interamente straniera. Una cosa fondamentale che differenzia il clubbing italico, nei confronti di quello europeo, è la totale mancanza di una scena underground. Tutti i generi dance, dall’house, alla Techno, Drum&Bass, Breakbeat, sono in continua evoluzione, e per dare spazio alla crescita di nuova linfa nella musica, occorre supportarne la scena più creativa e sperimentatrice, il cosi detto underground. E’ un pò come la cultura da Mtv, che rappresenta solo il mainstream, e non la vera musica creativa. Fortunatamente, diversi club italiani stanno accorgendosi che questo pensiero alla lunga non paga, ma purtroppo sono sempre la minoranza.

Con quali situazioni stai lavorando attualmente e se puoi anticiparci qualche prossima data di rilevo dove lavorerai.
Grazie per darmi l’opportunità di promuovere due importanti realtà con le quali collaboro. Innanzi tutto, la serata Space&Sex&Disco, ogni ultimo sabato del mese al Maffia di Reggio Emilia, dove verrà rappresentata la scena nu disco electro mondiale, da Lindstrom & Prins Thomas, a Padded Cell, Idjut Boys e Daniele Baldelli, fino a Metro Area e Dj Harvey. Un’altra importante realtà dove io suono è nel mantovano e risponde al nome di Borsa Club, uno spazio molto bello e moderno con una programmazione che va da Dorfmeister a Luke Solomon, fino ad Oliver Koletzki e Mandy.
Le prossime date con il mio progetto Ajello sono tutte concentrate alla promozione dell’album, quindi nei prossimi tre mesi si andrà in lungo e largo per l’Italia, con qualche capatina all’estero.

Ci sono stati dei personaggi che hanno caratterizzato la tua carriera? se si quali?
Troppe influenze artistiche da elencare ma un nome su tutti è sempre Kraftwerk. Se poi debbo parlare di produttori che mi hanno aiutato a capire il mio mestiere, cito gli amici inglesi Howie B, Pressure Drop e Zed Bias. Una grande influenza come Djing, invece, me l’ha passata il mitico Dj Mozart già in tenera età, poi evolutasi negli anni con esempi di innumerevoli Djs ognuno ha qualche cosa da insegnare, sempre.

Puoi farci un riassunto della tua evoluzione musicale degli ultimi anni fino a descriverci i tuoi suoni attuali.
La mia formazione musicale è in origine classica, ma, mentre frequentavo il conservatorio, ero attratto dalla musica elettronica e dal funk. Ovunque riesca a percepire tuttora queste radici io mi ci butto sono passato dall’Acid Jazz al Drum&Bass, dal 2step all’House. Compro sempre tantissimi dischi, perché c’è il pezzo buono in ogni genere. Il suono che propongo ultimamente è un eclettico connubio tra nuova disco electro, preziose perle degli 80s, Detroit Techno, Boogie, Disco, Breaks, qualche buon disco Minimal ed anche Nu Jazz.

Parlando sempre di musica, cosa ne pensi della musica oggi e cosa ti aspetti nel prossimo futuro? Secondo te quali saranno i cambiamenti e dove saremo orientati?
Siamo obbiettivamente in un momento di riflusso nella musica dance, e stiamo tutti attendendo il nuovo boom. Le influenze degli anni ottanta prima, ed ora la Techno, che rispolvera il suono Warp degli anni novanta, minimale e algido. Troppo forse si è detto sul finire del ventesimo secolo, che ora, nei primi anni del 2000, stiamo ancora vivendo sulle innovazioni degli scorsi anni, le ripetiamo, le riproponiamo, in maniera sempre più attuale, ma ancora non c’è stata la nascita di un nuovo genere dance come fu per l’House, la Techno ed il Drum&Bass. Non riesco sicuramente a fare previsioni, ma per i tempi di consolidamento dei generi dance, ancora per alcuni anni rimarremmo dove siamo ora.

Quando suoni durante le serate oggi preferisci suonare con i vinili o con i cd?
Entrambi, non faccio distinzioni, anche se il vinile è sempre il prediletto.

Cosa ne pensi delle nuove tecnologie come ad esempio suonare live con utilizzo di un notebook con programmi tipo (Ableton Live, Final Scrach, Traktor ....)
Sono tutti programmi buonissimi, ma bisogna distinguere. Traktor è un programma per fare il Dj, ma sposta troppo il baricentro sul computer e non sulla persona. Abelton Live è per suonare musica dal computer, utilizzandolo come uno strumento reale, un grande aiuto per i Dj, ma in generale per tutti i musicisti. Final Scratch è solo per Dj, ma di sicuro il giusto compromesso tra manipolatore di vinili, e collezionista di file musicali digitali forse il migliore dei prodotti per Dj.

Ci sono dei vinili che porti da sempre nella tua valigetta a cui sei particolarmente legato? se si quali?
Ovviamente io però, più che legato ad un brano in particolare, sono dipendente dalle etichette con me in borsa c’è sempre almeno un singolo dal mitico catalogo Salsoul, Discotto, Prelude o West End. Magari ogni volta cambio il 12°, ma un singolo di quelle etichette, non può mancare. Poi ci sono dischi che non lasceresti mai a casa, ad esempio Dexter Wansel Life On Mars, oppure un qualsiasi album dei Kraftwerk.

I produttori e le case discografiche che stimi di più e perché
Questa è una domanda pericolosa se dimentico qualcuno, poi rischio di offendere qualche amico.
Posso genericamente sostenere che oggi giorno, in Italia, c'è grandissima qualità nelle produzioni, con tanti bravi Dj producers che meriterebbero maggior spazio. Non posso però esimermi dal citare specificatamente la Mantra Vibes, l’etichetta con cui ora lavoro, e che sta testimoniando oggettivamente un’attenzione per la qualità e per i talenti nostrani, veramente degna di nota.

Sempre in ambito discografico puoi farci un curriculum dei lavori svolti fin ora? e se ci sono progetti in cantiere?
Per avere un’idea specifica della mia discografia, consiglio chiunque di addentrarsi nei meandri del sito www.djrocca.com. Per un’elenco idoneo a questa intervista, invece, posso rimanere sul generico, dicendo che ho fatto dischi di Breakbeat, House, Downbeat, Drum and Bass ed anche sonorizzazioni, di siti, di mostre e pure colonne sonore, realizzando album, singoli, compilations, per etichette inglesi, tedesche, olandesi, ed italiane scusate, ma l’elenco specifico ammorberebbe anche me stesso. Il progetto più caldo ora, è sicuramente Ajello, con l’uscita imminente dell’album dal titolo Spasm Odyssey.

C'è un posto dove hai suonato che ti è rimasto particolarmente impresso? se si quale?
Mi tocca dire un’ovvietà, ma il posto migliore per me è il Maffia: ho avuto delle serate memorabili, in compagnia di Dj straordinari e con un pubblico unico. Suonando in giro per l’Italia e all’estero, ho provato sempre buone vibrazioni, ma raramente così intense come al Maffia. E’ accaduto a Londra un paio di volte, o in Svizzera, ma anche a Milano o Torino o a Roma il segreto è sempre stare bene con la propria musica, e venire ricambiati dal pubblico che si diverte.

Hai degli hobby particolari al di fuori della musica?
Sono quasi totalmente assorbito dalla musica, che per me non è più un hobby da anni ormai però mi piace molto anche cucinare, viaggiare, leggere un buon libro o vedere un buon film.

Hai un buon feeling con i clubbers... quanto pensi sia importante questo rapporto?
Sinceramente, sono ancora intimidito dal pubblico, e non mi concedo come magari dovrei, non so, con un sorriso in più, o un cenno d’incitamento è una cosa che a me manca di natura, ma sono consapevole che è importantissimo creare un proprio seguito, non solo per la musica che suoni, ma anche per la simpatia che puoi trasmettere.

La tua opinione su internet in relazione alla tua professione. i tuoi commenti.
Poche parole: uno strumento fondamentale ed insostituibile!

Cosa ne pensi del nostro sito?
Il sito Mariopsx ha sicuramente colmato un vuoto comunicativo che necessitava. Il pubblico dei club è sempre più esigente, quindi le informazioni particolareggiate, le newsletter, i flyers e quant’altro si può trovare sul vostro sito, è di gran aiuto per chi vuole scegliere, informarsi e decidere.

Un ringraziamento a Dj Rocca per la tua disponibilità...
Grazie a voi. Ciao

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