Shape Associated presenta roBOt 02 16, 17, 18, 19 settembre 2009 Bologna
Location: Teatro Comunale, Palazzo Re Enzo, Link
Nomi finora confermati: SHAPE (Carl Craig, Moritz Von Oswald, Francesco Tristano, Bachar Khalifé, Justin Messina), Byetone, Tim Exile, Daedelus, Seth Troxler, Christian Burkhardt, Guy Gerber, dOP, Tobi Neumann, Mirko Loko, Pasta Boys, M16, Unzip Project, AnderEdo, Retrodate, Soulomon, Iommi, Pezzo, Billy, Rumba, Anna Stefani, Supervalue, Apes On Tapes, C.al.ma, Giancarlo Lanza aka SELF, Key Sand, Max D. Blas, Micamat, Minidischi, Guillame & The Coutu Dumonts, Idriss D, Minimono, Fabrizio Maurizi, Gas, Linuz, and many more…
Call4roBOt: The !S.A.D.! / Massimiliano Nazzi, Emanuele Martina / Eraser, Ape5 / Carlomargot & Ericailcane, Giovanni Marocco, Alba Von Von / Carlo Cossignani, Saul Saguatti X Basmati, Andrea Martignoni / Pixel Noizz / Caterina De Luca, Jessica Di Benedetto / Vj Hash, Nicola Saponaro / Himatic
“Harder, Better, Faster, Stronger”: il titolo di una delle canzoni più famose dei Daft Punk, saccheggiata recentemente anche da Kanye West per ricavarne (di nuovo) una hit planetaria, potrebbe essere il modo migliore per riassumere lo spirito della seconda edizione di roBOt. Se l’anno scorso il festival bolognese era stato infatti una gradita sorpresa, con un successo ben oltre le previsioni e fatto di 7000 presenze nei tre giorni complessivi, quest’anno il lavoro di Shape Associated – il collettivo che ha dato vita all’evento – si fa ancora più duro, “Harder”, per l’appunto: essere all’altezza dei risultati dell’anno precedente, possibilmente migliorandoli. Una buona sfida.
Le prime conferme nella line up spingono ad usare il secondo termine daftpunkiano in campo, “Better”: basterebbe da sola l’anteprima, il 16 settembre 2009, in programma in una location di incredibile prestigio, il Teatro Comunale di Bologna, che per la prima volta apre le porte a due leggende della musica elettronica come il detroitiano Carl Craig e il tedesco Moritz Von Oswald, maestri di una techno colta, influenzata da jazz e dub. Assieme a loro, nel progetto SHAPE, anche il talentuoso pianista Francesco Tristano, il percussionista libanese Bachar Khalifé e il giovane compositore americano Justin Messina. Un progetto “aperto”, un’avventura sonora sospesa tra digitale, classica e sperimentazione, una delle più grandi sfide artistiche degli ultimi anni.
Se l’anteprima al Teatro Comunale è la novità che contrassegna roBOt 02, nei giorni successivi – giovedì 17, venerdì 18 e sabato 19 settembre – è confermata come location uno dei seg
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reti del successo del festival: la magica cornice medievale di Palazzo Re Enzo, nel cuore di Bologna. Un cuore che batterà sia digitalmente sia con un respiro intensamente umano: Tim Exile, Daedelus, Christian Burkhardt e Kay Sand sono infatti autentici caposcuola di un approccio “fisico” (e altamente spettacolare) nei confronti dell’esecuzione della musica elettronica. La vertigine della ricerca tecnologica sarà invece affidata a Byetone, nome di punta della leggendaria label Raster Noton, le derive più prettamente dance manterranno sempre un altissimo tasso di classe con progetti come quello di Guillaume & The Coutu Dumonts, quello “tech-nico” e avanguardistico di Giancarlo Lanza, aka SELF, o quello analogico old school di Retrodate, o le suggestioni sci-fi di Seth Troxler. Dance intelligente, lontana da derive commerciali e dozzinalità.
Oltre alla musica vi è poi tutta la parte più laboratoriale e tecnico/didattica legata al festival, nonché fiore all’occhiello della manifestazione. Tra workshop, installazioni, dibattiti, presentazione di labels e realtà contigue al mondo del festival, il roBOt promette di dare anche quest’anno un ampio respiro alle tematiche, alle tecniche, alle macchine e ai software impiegati nella produzione digitale.
Per non parlare dell’importantissimo ruolo che svolgerà la parte legata al Call4roBOt, sezione del festival dedicata interamente a progetti inediti legati all’interazione audio/video, prodotti attraverso l’uso di software specifici, sviluppati o addirittura creati appositamente per questo tipo di ricerca artistica contemporanea dagli stessi autori delle opere. In pratica, il Festival vuole porre l’accento e dar scena alle polimorfi ricerche extrapittoriche dell’arte contemporanea, che fanno della sonorità uno degli strumenti protagonisti nella realizzazione di opere interattive. In questo senso gli importantissimi rappresentanti di questa sezione del festival, rispondono al nome di Ericailcane, Carlomargot, Giovanni Morocco e Alba Von Von, collettivo accreditatissimo, visionario e fluttuante in forme d’arte polimorfi, come il progetto che presenteranno al roBOt, “Piove Governo Ladro”; poi ci sarà il progetto “Serendipty” dell’ungherese David Szauder aka Pixel Noizz; la performance di Marco Donnarumma, “I::ctr::l Nature”; il video editor/robot assembler Andrea Petracchi, con il suo allestimento “Himatic”; i bolognesi Massimiliano Nazzi ed Emanuele Martina con il loro “Teatrino Elettrico”; Eraser ed Ape5, con la performance audio/video “Future Sounds Like Past Toys”; “Anatomic Paint-Segno Liquido” è il titolo della performance di
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Carlo Cossignani aka Alias, Saul Saguatti X Basmati e Andrea Martignoni; e ancora le installazioni di Caterina De Luca e Jessica Di Benedetto, “On Line”, e “Robowall 1.0” di Vj Hash e Nicola Saponaro; e infine la performance spazio/corporea di Lies Dept. Team, “D-Rex”.
Questa notevole ricchezza stilistica guida al terzo termine, “Faster”: ovvero “più veloce”, per l’urgenza di una ricognizione che sia tanto mirata quanto completa e rappresentativa della varie declinazioni che sta assumendo nel ventunesimo secolo la musica elettronica. In tal senso saranno fondamentali anche gli spazi destinati ai set locali – nel senso di italiani, così come più strettamente di bolognesi: roBOt sente profondamente l’esigenza “glocalista” di essere luogo in cui si incontrano stimoli su scala globale giocati però (anche) secondo declinazioni, gusti ed esigenze locali. Pasta Boys, M16, Unzip Project, AnderEdo, Apes On Tapes, Rumba, Soulomon, C.al.ma, No More Trouble, Iommi, Dj Pezzo, Dj Billy, Anna Stefani, Supervalue, Micamat, Max D. Blas, Minimono, Minidischi, Gas, Linuz, Idriss D, i nomi sicuri in cartellone, ma molti altri sono in via di conferma definitiva.
“Stronger”, infine: una cultura veramente forte è quella che riesce a combinare diversi elementi, discipline e luoghi. Ecco che quindi roBOt Festival, che quest’anno coinvolgerà un’istituzione prestigiosa come l’Accademia di Belle Arti bolognese, tornerà ad occuparsi di cinema con la proiezione di esclusivi lungometraggi il 17 settembre, e soprattutto riporterà sulla mappa della cultura italiana un luogo leggendario come il Link, location notturna del festival nelle giornate del 18 e 19 settembre. Ecco i nomi confermati, e sono nomi di valore assoluto: un altissimo tasso di classe lo danno artisti come Tokyo Black Star (il duo composto da Alex From Tokyo ed Isao Kumano), Guy Gerber, israeliano adottato a pieno titolo dalla leggendaria scuderia Cocoon grazie alla sua techno avvolgente e raffinata;i dOP, terzetto francese dalla rara inventiva ed ingegnosità; Mirko Loko, nome in forte ascesa fresco di pubblicazione del suo primo lp sulla prestigiosa label Cadenza; Fabrizio Maurizi, autentico orgoglio locale per essersi rivelato a tutti gli effetti uno degli uomini di punta nella Minus di Hawtin; e infine Tobi Neumann, così bravo come ospite l’anno scorso da guadagnarsi la chiamata a roBOt anche quest’anno.
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