Finalmente ci siamo riusciti! Questa settimana su guest star un grande ospite che mi ha sempre colpito per quello che è riuscito a fare e a distanza di più di 10 anni è sempre sulla bocca dei nostalgici. Con grande soddisfazione vorrei presentare L’inventore del New York Bar after tea di Bologna (anno 95/06): Fabio "S" Stefà no. Benvenuto su mariopsx.com. Grazie a voi per l’accoglienza.
Come ti sei avvicinato al mondo dei locali, e quali sono state le tue prime esperienze da direttore artistico? Vivo in simbiosi con la musica da quando avevo 10 anni, è parte del mio linguaggio. Il basso è stato il mio strumento per un bel periodo, ho suonato dall'infanzia fino all'approdo bolognese ('90), dove dati i primi colpi di slap sul mio pedulla a 5 corde sono arrivati i carabinieri nella famosa casa di via Polese, 36! Immagini che ho dovuto cambiare strumento... beh, diciamo che ho cambiato tutto. Reduce da alcune feste nelle spiagge più underground del vecchio salento con il mitico Dj Ivano Collalti, re dell'elettronica fine anni '80, e ritrovatomi nel cuore dell'esplosione underground dei primi anni '90 emilianoromagnoli, ho iniziato a frequentare il Kinki e il Matis, la riviera romagnola come anche il centro fiorentino. Ero e sono molto viaggiatore. Diciamo che in quegli anni ho iniziato a prendere confidenza con il circuito più eclettico della Bologna trasgressiva. Poi, visto il mio coinvolgimento musicale dalla nascita, ho iniziato a lavorare con un pò di clubs, organizzare i primi party in via san felice a Bologna fino a prendere la direzione artistica del Meccanò di Firenze. Da li è iniziato il formicolio di qualcosa di nuovo, stanco di quello che tutti proponevamo... stanco della solita minestra.
Sei stato il creatore del primo New York Bar (Il tea Dance di Bologna) come è nato tutto ciò? Il vero New York Bar (Bologna Aftertea Room), e ancora oggi se ne parla delle feste organizzate sui colli bolognesi di San Luca (non quella "festa" che organizza Gabon a Milano con il mio vecchio marchio), è stato indiscutibilmente il fenomeno di chiusura degli anni di vera underground, come ad iniziarli è stato il Notturno, e, a seguire il Vae Victis, Diabolika... Ethos Mama club del caro amico Tantini, le vere feste che mi hanno veramente ispirato. Fortunatamente non amo autocelebrarmi, mi inducono a dire questo la gente che ho incontrato da allora ad oggi in giro per il mondo e mi hanno rimarcato questo concetto. Tante sono state le persone che mi ha fatto pensare dicendo: da allora non mi sono più divertito veramente in un club cosmopolita! Il Nyb ha segnato un periodo, ed è bello che la gente fermandoti in strada ti dica: perchè non lo rifai? Niki, grande Pr dell'epoca e ora cara concittadina romana, settimane fa in centro mi diceva, ma perchè non rifarlo? Devo essere sincero? Si, è il mio obiettivo, con dieci anni di esperienza in più però, e con uno stile tutto nuovo... idee stanno bollendo in pentola e sicuramente un nuovo fenomeno di club, con un nome diverso ovviamente, riapparirà sulla scena nazionale.
Il Nyb nasce dalla stanchezza del periodo, dalla necessità di sentire musica ricercata, di vedere belle donne in giro, tanti gay anche, perchè no, ma fondamentalmente persone che sapessero cosa significhi musica, divertirsi, eccitarsi, e fondamentalmente socializzare con stile. Eravamo a Firenze, e dissi al proprietario del Meccanò dell'epoca: perchè non facciamo una festa diversa, coinvolgendo il giusto target? perchè continuare a fare quello che fanno tutti? apriamo domenica e pomeriggio anche, creiamo un nuovo trend. Il proprietario mi disse, sei un pazzo, andare a spendere soldi di domenica, e chi ti ci viene di pomeriggio oltretutto? Poi andai a Bologna, da Davide Dari e Matteo Salocchi, che all'epoca gestivano il Bbc, sui colli bolognesi. A loro non dissi che volevo fare una festa, tanto mi avrebbero risposto come il proprietario del Meccanò, ma
-
|
dissi: vorrei affittare il locale la domenica ...pomeriggio. Si misero a ridere. Insistetti e ottenni il locale ad un prezzo non economico! Programmai una festa con un follow up imprevedibile (visto che non avevo i soldi per pianificare a lungo), dove avrei invitato solo gli amici più fighi, più adatti ad un contesto esclusivo. Insieme al compagno di avventure, Ivan Iacobucci, ci dicemmo, sai cosa? invece di fare i classici Dj guest che svalutano il prodotto nazionale, perchè non portiamo i cantanti, i veri protagonisti della musica nera, gli spettacoli della gente che fa della musica un'insegna eterna? e fu cosi che il Nyb nacque con Dj residents in gambissima ma all'epoca non grandi superstar (oggi lo sono tutti!) e invitai (a prezzi salati purtroppo) le star come Rochelle Fleming, Barbara Tucker, Byron Stingly Ten City, Geri Deau, Michal Watford, Ce Ce Rogers, Arnold Jarvis... bene, fu quello a fare la differenza in termini di programmazione artistica. Il sound del Nyb era unico, suo, innovativo, e fondamentalmente italiano, ma di stampo Usa e ovviamente Underground! Era questa la mission del Nyb.
A distanza di tanti ormai sono passati più di 10 anni e sento ancora molta gente parlare di quelle domeniche pomeriggio... secondo te quali sono stati gli ingredienti vincenti? Come detto sopra, la musica, la gente, l'energia, l'idea di una cosa nuova. La gente non capiva perchè il pomeriggio, diceva quando vide il primo flyer, "che fa Fabio, apre un bar?" Bar stava per Bologna Aftertea Room. Lo capirono dopo. Ma creò interesse, suscitò quell'emozione che tutti volevano. Qualcosa di nuovo, gestito diversamente, una mente più internazionale con uno spirito ed un cuore, italianissimo. Lo stile ha contraddistinto il club. La gente si preparava dieci giorni prima per l'evento, era appunto un evento, che sapeva esattamente come rispondere alle esigenze di un pubblico sofisticato, evoluto, esigente. Il concetto era: Underground!
Lo staff di quell'anno (95/96) era formato da personaggi di primissimo ordine vogliamo ricordare com'era formato lo staff? Lo staff era figo. C'erano circa 10 Djs bravi ma giovani, è stata la loro occasione. Ivan Iacobucci, Marco Spinelli, Sauro Cosimetti, Lele, Rame, Uovo, Danilove, Walter S, Wayne, Anto, Steve Mantovani. Poi da non dimenticare i grandi Pr, personaggi che dentro hanno saputo far godere le atmosfere più eccitanti ai propri amici: Nicola Bini, Ettore, Niki, Piero e Fabio "bros" Vescina, e tanti altri amici a seguire. Infine, le Donne, che erano fondamentali e... splendide. Oltre all'affluenza, pubblico meraviglioso, a ballare c'erano Simona, Barbabella, Tania, Carla, Sabrina come anche Antonio, Alwyn e tante altre.
I dj resident che ricordi in particolare, i guest più prestigiosi di quella stagione? I miei djs resident erano sulla mia lunghezza d'onda, a secondo dei tre generi che proponevamo nelle rispettive 3 sale. Garage, House, Black. Poi una 4 sala ambient dub, fece da fucina che oggi sembra che esista da una vita, era internet a suon di dub, che all'epoca la gente chiedeva, ma che cosa è sta roba? Iacobucci è stato il mio angelo custode, Wayne l'angelo nero! Lele dominava nella London st, erano loro i personaggi chiave delle 3 sale. I guest? hanno lasciato tutti il segno, bravissimi performer, forse la festa più bella fu con Rochelle Fleming... ma è difficile dirlo, deprezzerei gli altri.
Le persone che hai ti hanno seguito nel tuo percorso e che si sono rilevate fondamentali durante il tuo cammino. Ivan Iacobucci, rimane un amico per la vita, compagno di mille sfide, come anche Lele, Niki, Ettore nonostante ancora oggi mi "rompe" perchè in anni non gliel'ho mai dato.
Il party più bello da te organizzato che ricordi tutt'oggi. 25 maggio 1996, festa di chiusura stagione, festa del mio compleanno, tripudio di 2500 persone all'interno e altrettante fuori a cui
-
|
on si poteva concedere l'accesso per la limitata capienza. Chiudemmo le porte e festeggiammo fino alle 3! si, tre ore in più alla solita programmazione.
C'è qualche episodio strano successo durante un tuo party che vuoi raccontarci? Strano era un pò tutto, bello però!
I momenti critici per il lavoro di un art director in cosa consistevano e in che modo si manifestavano? La criticità era presente solo quando i conti non tornavano, il che a dire il vero non è mai accaduto fino a quando alcuni personaggi hanno voluto farla da padrone! un art, come d'altronde oggi per me, quando sa cosa fare e conosce il proprio target, ha vinto. Deve conoscere a chi si rivolge, ed erano tutti miei amici, quindi li conoscevo benissimo. I problemi non esistevano, era un periodo perfetto. L'art era ed è il lavoro più figo che si possa fare. Capire come attraverso la creatività far godere le persone è una delle cose che mi eccita di più nella vita. Non trovo pecche, se non quando non ci sono soldi. Il resto è festa! Pura vida!
Come mai una situazione così bella è durata poco quali sono stati i problemi? Egoismo, di personaggi che hanno voluto strafare e io, avendo solo 23 anni... sono stato facilmente "aggredibile".
Per quando riguarda la grafica dei biglietti su quali criteri si basava la realizzazione? da ricordare che Art-ec eseguiva i lavori... La comunicazione è stato il forte di questa idea. La comunicazione usata con intelligenza, strategia e fondamentalmente succo. I biglietti rispecchiavano l'energia del posto, cosa si offriva, la vera missione era essere undergound! Art-ec sono stati dei bravi esecutori, ci capivamo. Andavo con i miei schizzi e con celerità realizzavamo le mie idee che la gente recepiva con molto entusiasmo. Ruotava tutto intorno al concetto di portare innovazione musicale dall'America, patria della musica nera, underground ed elettronica, attraverso le icone che hanno reso l'America famosa nel mondo.
Hai oggi dei rimpianti per cose fatte che se potessi tornare indietro non rifaresti? Se potessi tornare indietro lo avrei fatto diventare il punto di riferimento mondiale della cultura underground. Era nei piani, che erano molto focalizzati da giorno 1. Oggi il Ministry Of Sound ha raggiunto l'obiettivo, forse ha strafatto un pò, ma quello era il punto, la soglia dove il bello diventa brutto, molto difficile da mantenere come equilibrio. Fare entertainment facendo business... con una missione: la qualità e la ricercatezza culturale!
Fabio Stefà no oggi... Oggi non molto diverso da ieri. Sempre controcorrente, mi piace individuare quello che fa la differenza, quello che piacerebbe ma non c'è. Un creativo che continua a fare il suo lavoro onestamente e con stile, differenza, originalità . Questo quello per cui vivo. Lavoro come direttore creativo della sede di Roma di una agenzia internazionale di design e comunicazione. Nel mio tempo libero mi diverto a suonare Hip Hop e Soulful Jazzfunk per passione e ogni tanto organizzo un party quà e là per i miei amici. Ci sono mille idee in cantiere per il futuro, specialmente nel campo della musica. Keep your ears open!
Il tuo pensiero rivolto ad internet in relazione alla club culture ed in modo particolare un giudizio sul nostro sito. Internet ha cambiato tutto già da allora, ma oggi è diventato il mio strumento di maggior utilizzo e credo la rivoluzione della mia generazione. Ricerche, lavoro, passioni, sta tutto in quella scatoletta lì. Il vostro sito è molto interessante, devo dire che rispetto ad altri è autorevole, sicuramente in Italia uno dei migliori. Poi se vogliamo dargli un tocco visivo originale, parliamone.
Un ringraziamento particolarissimo a Fabio per la tua disponibilità . Grazie a voi, e a presto! Peace & Luv!
|