Questa settimana abbiamo come ospite su Guest Star il Direttore artistico del Cassero di Bologna è con noi Bruno Pompa, ciao e benvenuto sul mariopsx.com Ciao a tutti e tutte, e complimenti per la riuscitissima community on line.
Ciao Bruno, iniziamo subito con la prima domanda. Quali sono state le tue prime esperienze da direttore artistico? Dirigere un club, occuparsi degli ingredienti che lo caratterizzano, è un'attività che non mi ha interessato da sempre. Ho fatto studi in filosofia, mi sono occupato di scrittura televisiva e ho anche fatto un esperienza nell'anno 2000, in pieno boom net economy, dirigendo una redazione che si occupava di marketing strategico a Milano. Credo che le mie esperienze siano state molto varie, e che, in casi come questo, si possa spontaneamente metterle a frutto nel colorato mondo della musica e del clubbing. Come sei approdato al Cassero di Bologna? Il Cassero è un circolo arcigay, ed è anche la sede nazionale dell'associazione. Il primo ed unico posto dato da un'amministrazione pubblica alla comunità gay in Italia. Vi sono entrato la prima volta a 19 anni. In quanto gay. E in quanto militante, sto ancora operando al suo interno.
L'evento che hai organizzato che ti ha dato più soddisfazioni? In assoluto The Italian Miss Alternative, uno spettacolo di beneficenza per la lotta contro l'Aids, che da dodici anni ha luogo a Bologna. Uno show divertentissimo e un party a seguire sempre di gran successo. Le persone che hai seguito nel tuo percorso e che si sono rilevate fondamentali durante il tuo cammino. Nel lavoro che faccio ora, sono stati unici l'apporto e la fiducia che mi ha dato Stefano Casagrande, un amico scomparso pochi anni fa. Considero speciali quasi tutte le persone che lavorano con me. Considero il lavoro di gruppo e l'entusiasmo di ciascuno fondamentali per la riuscita di qualsiasi evento, grande o piccolo. Ci sono poi degli amici che ammiro e che sanno fare molto bene il loro lavoro, e che quindi da loro non si finirà mai di imparare, tra questi Paolo Perrelli e Maurizio Monti, due forze della natura, due prodotti tipici di questa regione.
Dj resident delle tue situazioni che ricordi in particolare, i guest più prestigiosi che hanno suonato nei tuoi party? Ho lavorato sempre con gli stessi dj resident, sin dall'inizio. Per cui faccio prima a nominarli tutti: Sakè, un'inesauribile clubber e un selector volubile in fatto di gusti e tendenze; Little Fluffy Luke, un meticoloso collezionista, un abile venditore e un eccezionale performer; Frog_ette, ultima arrivata nella scuderia, candida e schietta, suona con la pancia e poco con la testa, mai visto trascinare le folle come riesce a fare lei in alcuni momenti; Wawashi, sofisticato, snob e internazionale, per lui conta più un gioco tra amici che il successo planetario. Di nomi prestigiosi ne sono passati tanti. Troppi per essere elencati. Tentando un'estrema sintesi ne dirò solo tre. Matthew Herbert, Matmos e Dani Siciliano. A buon intenditor...
Tornando al clubbing attuale. Al Cassero state proponendo una ottima programmazione su quali criteri si basano le scelte artistiche? Se ci fosse un criterio unico o l'ingrediente magico, dubito che qualcuno ce lo svelerebbe. Per esempio durante la scorsa stagione abbiamo prodotto dei flyer molto grandi in cui nel nome degli ospiti veniva metodicamente colorata di rosso solo una lettera. E collezionando tutta la serie di questi flyers si sarebbe potuto leggere con le lettere rosse la frase c-a-f-f-a-r-r-a-a-d-o-r-a-s-a-t-a-n-a. E gli ospiti che non avevano nel nome la lettera della settimana non venivano presi. Per chi non lo sapesse Caffarra è il cardinale di Bologna. Aneddoti buffi a parte, come dicevo, il criterio unico non esiste, piuttosto c'è un'altissima attenzione alle nuove produzioni, cercando, senza sosta anche all'interno dei numerosi festival musicali in giro per il mondo: non me ne perdo mai uno. Quali sono oggi i problemi nel organizzare un party e proporre innovazione musicale spesso proponendo nomi abbastanza sconosciuti per
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la massa? Da quattro anni circa propongo al Cassero musica che in Italia può definirsi solo d'avanguardia. Poi col tempo vedi i risultati. Ci mettono tempo a capirla, ad affezionarsi e addirittura poi a richiedertela. Però ci sono riuscito. E' molto faticoso sentirsi incompresi in mezzo alla folla. Spesso tutti vorrebbero vedere reiterati i soliti cinque o sei nomi, che sono una garanzia e che ormai tutti hanno imparato a pronunciare. Come se fosse un rito. Immutabile. Ma questo atteggiamento può far bene ad una sola stagione, o semplicemente al portafogli, non certo a percorsi intelligenti che prestano attenzione solo là dove la produzione musicale merita l'ascolto. Ho visto in Italia dei clubbers che fino a qualche anno fa non avrebbero nemmeno tentato di pronunciare un nome inglese, tedesco o francese, chiedermi di ospitare il fior fiore della scena internazionale. Ci sono speranze per tutti, basta offrire le occasioni. Oggi quali sono gli artisti sulla scena internazionale che stimi di più e perchè? Anche qui i nomi sono troppi e mi si impone una ristretta cernita. Ellen Allien, amica, dj e producer, ha messo in piedi una delle etichette di maggior successo internazionale (Bpitchcontrol) e una squadra di artisti diversissimi e davvero fenomenali. Ho condiviso con lei dei momenti indimenticabili. Ricardo Villalobos, l'ho appena ascoltato ad Amsterdam e senza di lui la minimal techno mancherebbe di un tocco latino necessario a renderla spensierata, distratta e dinoccolata, come lui. Ewan Pearson, un intellettuale in consolle, piacevole in tutti i sensi. Electric Indigo, l'eleganza viennese associata a una venatura di neofemminismo la rendono insuperabile. I tuoi progetti attuali e qualche anticipazione per i prossimi eventi che stai organizzando. Attualmente sto lavorando a uno shooting fotografico di acconciature per peli pubici. Queste immagini le utilizzerò per la campagna pubblicitaria della seconda edizione del festival Homobeat - il contributo gay alla scena dance. Una tre giorni di feste, dibattiti, serate, aperitivi, workshop, proiezioni che vedranno coinvolti numerosi personaggi gay e lesbici da tutto il mondo per analizzare e dimostrare quanto grande è stata ed è la presenza delle persone omosessuali nel clubbing. Nell'immediato futuro invece, toccherà sgranchirsi le idee e il fisico per organizzare i party in occasione del Pride nazionale che si terrà in giugno a Bologna.
Trovi che il clubbing italiano si stia avvicinando molto alle programmazioni internazionali? Il clubbing in Italia è sempre l'ultimo in termini di avanguardia musicale. Siamo conservatori nell'anima evidentemente. Oppure, altra ipotesi, alla direzione artistica dei vari club della penisola ci sono persone poco curiose, che rischiano poco e preferiscono occuparsi di tavoli e liste piuttosto che del cuore di un evento. Basta farsi un giretto oltralpe per notare alcuni piccoli particolari che fanno davvero la differenza, provo a citarne uno per tutti: i dj che non sono in programma quella sera, li incontri sul dancefloor, a ballare con te, a bersi qualcosa al bar con te, a divertirsi con te, anche se il loro nome è gigantesco, non ci sono differenze quando si tratta di clubbing. Quante volte vi è capitato in Italia di ballare, scherzare, bere e passare una serata intera con i "soliti cinque o sei nomi superstar della nostra bella italietta"? A me, nonostante il lavoro che faccio, mai. Meditate.
Secondo te oggi sul panorama italiano ci sono giovani interessanti? se si quali? Fino a quando i soldini delle produzioni (Siae) restano nelle mani della solita mafietta che fa capo agli organizzatori di musica liscio, e fino a quando il booking dj continua a puntare solo alle solite poche sale, sarà difficile far emergere come si deve dei buoni nomi giovani in Italia. Chi ha superato la trentina ormai lo sa. Quanti sono gli "arrivati" in Italia nella house e nella techno? Pochissimi. E quei pochissimi faccio pure fatica a pensarli come "arrivati". Quando chiedo ai grandi dj internazionali di farmi dei nomi di validi artisti italiani, solitamente rimangono zitti. Io però provo a risponderti. Anche stavolta con qualche
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ome. Touane, per esempio, giovane riminese espatriato a Berlino, qui non lo calcolava nessuno, lì sta producendo come un fiume in piena e per delle etichette di tutto rispetto. Tutta la scena che fa capo ad Elettronica Romana, anche lì, grandi fughe all'estero per arrivare a farsi la giusta strada fuori dal soffocante tracciato italiano. In casa al Cassero, invece, da poco sta giocando Under Electric Shock, giovanissimo talentuoso, che spero non venga anche lui costretto alla fuga, potete sentirlo oltre che a Bologna anche nella serata District 33 il giovedì a Milano. I momenti critici per il lavoro di un art director in cosa consistono e in che modo si manifestano? Il mio momento critico è sempre lo stesso, ovvero quando mi chiedono che lavoro fai. Non so mai cosa rispondere. Con i parenti c'ho rinunciato: mi dicono "ma quando smetti di andare in discoteca e ti trovi un lavoro?". Con gli amici non capisco mai se sono seri o meno, comunque mi guardano, quando si parla di questo, con un sorrisino a metà tra il compatimento e il "questa è matta". Con gli sconosciuti appena percepisco una difficoltà nella definizione cerco di cambiare argomento, ma noto benissimo lo sgomento nei loro volti. Insomma anche se me lo son fatto scrivere sulla carta di identità , la più grande difficoltà di un art director secondo me resta quella: la definizione. Cosa è cambiato da 10 anni fà ad oggi nell'organizzazione di un party? E' più difficoltoso rispetto al passato? Vent'anni fa un party non era un party se non somigliava a carnevale. Dieci anni fa un party non era un party se non era dopato ed esclusivo. Oggi un party non è un party se prima non è carnevale, poi diventa un carnevale dopato, poi un matinée esclusivo e dopato, poi un after privato, il tutto possibilmente entro le ventiquattro ore. Un tempo ci si accontentava di lustrini e pochi nomi, oggi credo che l'attenzione si sia un po' più specializzata. La musica è tornata ad essere il centro e il motore delle feste. E la difficoltà secondo me risiede solo nel non riuscire a proporne di interessante ogni volta. Non credo dovrò mai preoccuparmi per questo. Questo lavoro secondo te è più divertimento o più lavoro? Me lo chiedo almeno tre volte al giorno. E ogni volta dò una risposta diversa. Vediamo un po' se rispondo adesso cosa succede: sto guadagnando pochissimo, per cui credo sia più divertimento. Ma se guadagnassi di più sarebbe più lavoro? No, mi divertirei meglio! Cosa ne pensi dei flyers come oggetto di promozione delle serate? Un mezzo destinato a scomparire? Per fare dei bei flyer si spendono troppi soldi rispetto all'efficacia che caratterizza questo supporto. E se il flyer non è bello nessuno se lo ricorda o nessuno se lo tiene. Un circolo vizioso. Se aggiungiamo il fatto che sono pochissimi i grafici bravi a lavorare per la stampa (ormai sono tutti specializzati sul web design) direi che il futuro di questo mezzo non è proprio roseo. Anche se in molti continuano a usarlo regolarmente. Io preferirei utilizzare strumenti più di impatto come ad esempio delle mongolfiere cubiche che passano sulle città , oppure un servizio di telgrammi cantati a domicilio. Ehehehehhe. Il tuo pensiero rivolto ad internet in relazione alla club culture ed in modo particolare un giudizio sul nostro sito. Il fatto che i clubbers sempre più numerosi si ritrovino on line con le loro community e i loro siti di riferimento fa capire come sempre più questa scena si stia specializzando. Colgo l'occasione per incitare i giovani dj producer a sfruttare questo canale, dato che i canali tradizionali nostrani sono un pò ingessati nell'accoglierli. Chiunque voglia mettersi in contatto con me può farlo, intanto, a partire da questo indirizzo www.myspace.com/brunopompa. I complimenti al vostro sito li ho fatti in apertura. Adesso magari li faccio a te direttamente: ma come fai da solo a tenere a bada a tutto questo delirio? Bravo. Un ringraziamento particolare a Bruno per questa chiacchierata e ti aspettiamo on line sul nostro forum. Grazie per l'ospitalità e per l'attenzione. Buon divertimento a tutti e tutte.
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